L’Univers magique di Chagall

Il suo silenzio è il mio, i suoi occhi, i miei. È come se mi conoscesse da sempre, come se sapesse tutto di me, della mia infanzia, del mio presente, del mio avvenire; come se vegliasse su di me, mi capisse perfettamente, sebbene la veda per la prima volta.

Sono entrato in una casa nuova e non ne sono più uscito.

Le parole di Chagall sulla moglie Bella introducono una delle sale della mostra Chagall entre guerre et paix al Museo del Luxembourg a Parigi (fino al 21 luglio 2013).

Le immagini del sogno di Chagall costruiscono un mondo che non è né una finzione, né un’imitazione del mondo reale, ma piuttosto l’espressione della soggettività dell’artista, il suo prolungamento nel quadro. Questo lavoro di condensazione* e di spostamento**, tipico del sogno, conferisce alle opere oniriche di Chagall un carattere “surrealista”, senza per questo lasciar parlare unicamente l’immaginazione o l’inconscio come nei surrealisti: Chagall è un sognatore cosciente.

Questo approccio da sognatore cosciente, che rende l’opera di Chagall così particolare e indipendente, lontana dalle regole e dai codici modernisti dell’epoca, ha permesso al pittore di restare figurativo e allo stesso tempo di essere testimone del suo tempo.

Oggi si parla di “sognatore cosciente” per indicare la persona che ha un “sogno lucido”, ossia un’esperienza durante la quale si prende coscienza del fatto di stare sognando. Il sognatore in questione può quindi, con la pratica, controllare gli eventi, e esplorare e modificare a piacere il proprio sogno.

Sarà per questo che i quadri di Chagall riorganizzano la realtà e creano un univers magique, per riprendere l’espressione utilizzata da André Breton.

* In psicanalisi, processo inconscio di fusione di più elementi ideativi mediante il quale un solo contenuto manifesto può contenere diversi pensieri latenti; è un fenomeno tipico dei sogni, nei quali il contenuto manifesto è laconico rispetto al contenuto latente che sottintende e di cui è in certo modo una traduzione abbreviata.

** In psicanalisi, deflessione della carica psichica dall’oggetto (o sua rappresentazione) che ne era originariamente investito a un altro, collegato al primo da una catena associativa: è un meccanismo psichico di difesa, che si riscontra spesso nel sogno.

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